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  • Davide
    Davide

    Davide è uno di loro. Da dieci anni è l'angelo custode del suo amico Matteo, costretto sulla sedia a rotelle dalla nascita perché colpito da una malattia genetica. Sono inseparabili dai tempi dell'asilo.
    Davide lo segue e lo assiste ovunque e spera che la ricerca, un giorno, possa curarlo.

  • Pietro
    Pietro

    Pietro è uno di loro. Da quando si è laureato in medicina ha un obiettivo da raggiungere: combattere le malattie genetiche.
    Nel suo lavoro, e nel sorriso dei suoi piccoli pazienti, ha trovato la sua ragione di vita.

  • Domenico
    Domenico

    Domenico è uno di loro. Si sta per specializzare in cardiologia, ha 29 anni e un entusiasmo straordinario. Da quando è iniziata la sua avventura con Telethon si impegna come volontario nella raccolta fondi, coinvolge i giovani nell'organizzazione dei banchetti in piazza, organizza visite nei centri di ricerca e incontri fra i donatori e le famiglie dei pazienti.
    E fa tutto, sempre, con una generosità fuori dal comune.

  • Elena
    Elena

    Elena è una di loro. Lei è la "principessa", così la chiamano i suoi colleghi di Auchan. Quando arriva la maratona di Telethon Elena si dedica a questo progetto con dedizione e grande forza di volontà. Sorride con dolcezza, è bella e solare, intelligente, trasparente e altruista. A 18 anni ha scoperto di avere una malattia genetica rara: la distrofia dei cingoli. La sua disabilità non le ha impedito di prendere la patente, di essere sempre presente al lavoro e di farlo con professionalità e competenza, diventando un esempio per tutti.

  • Fiamma
    Fiamma

    Fiamma è una di loro. Grazie alla sua determinazione e tenacia da cinque anni riesce a coinvolgere sempre più aziende nel progetto di raccolta fondi di Telethon. Lavora nella divisione Corporate di BNL – Gruppo BNP Paribas, lo fa con educazione, convinzione e passione. Da quando c'è Fiamma sono sempre di più le realtà aziendali sensibili alla missione di Telethon e all'obbiettivo finale: sconfiggere le malattie genetiche.

  • Leonardo
    Leonardo

    Leonardo è uno di loro. Per lui Telethon è una filosofia di vita. "Chiedere non costa nulla – racconta Leonardo –, ma può portare a grandi risultati". Il più grande di tutti è quello di donare la speranza e il sorriso sul volto di chi, oggi, vive con fatica perché affetto da una malattia genetica. Per i colleghi di Simply, Leonardo è un esempio da seguire. Per lui, dedicare energia e tempo a chi ne ha bisogno è una cosa spontanea che gli riempie la vita.

  • Marco
    Marco

    Marco è uno di loro. Da quando lavora con BNL – Gruppo BNP Paribas Marco ha conosciuto il mondo Telethon e ha capito che la passione dei suoi colleghi doveva essere trasmessa all'esterno. "Faccio quello in cui credo" risponde Marco a chi gli chiede perché spende così tanto tempo per dedicarsi alle iniziative di raccolta fondi per Telethon. Sforzi e energie che sono stati ripagati, in questi anni, da un territorio che ha risposto con sempre maggiore entusiasmo alle iniziative che Marco promuove a sostegno della ricerca.

  • Maria
    Maria

    Maria è una di loro. A settantanove anni è il simbolo della sezione Uildm di Modena. Ha scelto di dedicarsi da oltre trent'anni alla lotta alla distrofia muscolare. Non lo ha fatto per interessi personali, ma per motivazioni frutto di un percorso di vita. A chi le chiede perché ha scelto di impegnarsi per questa causa risponde con le parole di Claudio Magris – un noto scrittore – che definì "La solidarietà il senso fraterno della difficoltà di vivere, la consapevolezza del fatto che siamo comunque uniti da uno stesso filo, dal medesimo destino per cui siamo responsabili gli uni degli altri".

  • Massimo
    Massimo

    Massimo è uno di loro. È con Telethon da quando BNL – Gruppo BNP Paribas ha scelto di scendere in campo al fianco della lotta alle malattie genetiche. In questi anni, nella provincia di Oristano, ha organizzato trentasette tornei di tennis, pesche solidali, cene, gare sportive. Massimo ha perso suo padre a causa di una malattia genetica, ma non è questa l'unica molla che lo invoglia a migliorarsi ancora. "La vittoria sta nel capire e nel conoscere", dice Massimo, ed è per questo che, oltre alla raccolta fondi, fa della divulgazione sul territorio della missione di Telethon l'arma per convincere e coinvolgere a donare.

  • Nicoletta
    Nicoletta

    Nicoletta è una di loro. Nicoletta è una donna determinata. Una dote che l'ha accompagnata nelle sue scelte di vita e di carriera. A questa sua dote, che le ha consentito di superare una serie di ostacoli, si aggiunge però un incontro che le ha cambiato la vita. Nel 2005 Nicoletta conosce Rita Bernardelli, presidente dell'Associazione italiana sindrome di Rett, una malattia genetica che colpisce soprattutto le bambine ed è per loro la prima causa di ritardo mentale grave. "In quel momento è scattata una molla. Ho capito che il mio lavoro serviva concretamente a quelle bambine. Da allora ho un nuovo obbiettivo: trovare una cura per salvare la vita di queste piccole".

  • Wanda
    Wanda

    Wanda è una di loro. Il sogno di Wanda era di dedicare tutta la sua vita ai figli, pensando al loro futuro, alla scuola, al lavoro. Quando una terribile malattia genetica li ha portati via il suo progetto di vita si è distrutto in mille pezzi. È stato difficile per lei ricominciare. Aiutare gli altri è stato un bisogno. È così che ha iniziato a collaborare con alcune associazioni locali. "Certo non è facile – racconta Wanda – ma se ho iniziato per una mia esigenza, quando ti ritrovi in questo mondo e le persone hanno bisogno di te, come fai a tirarti indietro?".

  • Maria Rita
    Maria Rita

    Maria Rita è una di loro. Le idee e la creatività non le mancano. Maria Rita è una donna intraprendente, piena di risorse. Da quando è entrata in BNL nel 2008 ha messo a disposizione tutto il suo impegno per l'organizzazione di eventi di raccolta a sostegno della ricerca sulle malattie genetiche. Il suo esempio è stato utile per far capire ai suoi colleghi l'importanza di Telethon e della ricerca. Maria Rita, con il suo entusiasmo, li ha trascinati in questa sfida perché "insieme possiamo sconfiggere queste terribili malattie".

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